
Situata sulla riva sinistra del fiume Cherca, nell'area di Bogatići Miljevački, la grotta Oziđana sorge orgogliosa a 220 metri sul livello del mare, in alto sopra la ripida parete del canyon. La sua apertura, rivolta a sud-ovest, offre ai visitatori una vista spettacolare sul profondo canyon fluviale, dove il fiume Cherca si dirama in splendide piccole cascate note come Ogrlice. Questa suggestiva località, ultima tappa del sentiero didattico Stinice – Roški slap – Oziđana pećina, attira l'attenzione da secoli e deve il suo nome al caratteristico muro a secco all'ingresso, che testimonia antichi interventi umani.

Dal punto di vista geologico, la grotta Oziđana è un sito di medie dimensioni e morfologia semplice. La sua forma a tunnel, scavata in depositi di conglomerato con due "camini" naturali nella parte posteriore, la rende un fenomeno naturale affascinante. Tuttavia, il suo vero valore risiede nella ricchezza archeologica celata tra le sue pareti. Le ricerche archeologiche hanno rivelato una presenza umana continua dal primo Neolitico, intorno al 6000 a.C., fino al 1500 a.C., collocando la grotta Oziđana tra i siti preistorici più importanti della regione.

Nella parte centrale della grotta è stato rinvenuto un focolare, simbolo eterno della casa e fulcro della vita delle comunità preistoriche. Attorno ad esso si svolgevano le principali attività quotidiane e la sua presenza testimonia una lunga permanenza umana. Di particolare rilievo sono i resti di due scheletri infantili, deposti con cura in una fossa in posizione rannicchiata, fetale, che indicano complessi rituali funebri. Queste sepolture neolitiche rappresentano una rara testimonianza della vita spirituale nell'Età della pietra nell'area dell'Adriatico orientale. Si ritiene che tali sepolture all'interno dell'insediamento facessero parte di un rituale religioso volto a proteggere la comunità e garantirne la prosperità, collegandosi al "culto dei morti" e al culto della fertilità, elementi chiave per la sopravvivenza dell'uomo preistorico.

Oltre alle sepolture, la grotta Oziđana abbonda di numerosi frammenti di vasi in ceramica, che delineano chiaramente la presenza di tutte le culture neolitiche dell'area adriatica: la cultura Impresso (circa 6000 – 4500 a.C.), la cultura di Danilo (circa 4500 – 3900 a.C.) e la cultura di Lesina (circa 3900 – 3300 a.C.). I reperti successivi includono tracce dell'Eneolitico (circa 3500 – 2200 a.C.) e dell'Età del bronzo antica (circa 2200 – 1600 a.C.) e media (circa 1600 – 1550 a.C.). Tra le altre importanti scoperte spiccano manufatti in selce come lame, utensili in pietra come macine manuali, ossa di vari animali (pecore, cervi, gatti selvatici) e frammenti di conchiglie di cozze. Tutti questi reperti raccontano insieme la storia della vita ricca e variegata che si svolgeva nella grotta Oziđana, rendendola una fonte inestimabile di conoscenza sul nostro lontano passato.