
Il sito archeologico di Danilo, situato nella fertile piana di Danilo, a circa 15 chilometri a est di Sebenico, rappresenta una finestra straordinariamente importante sul passato della costa orientale dell'Adriatico. La sua storia abbraccia diversi millenni, dall'età della pietra al Medioevo, rendendolo un luogo chiave per comprendere lo sviluppo della società umana in queste zone.
La cultura di Danilo: innovazione neolitica
Gli strati più antichi di Danilo testimoniano l'esistenza della cultura di Danilo, risalente al periodo tra il 5300 e il 4900 a.C. Questa cultura neolitica, che prende il nome dal sito stesso, è nota per i suoi vasi in ceramica di alta qualità e riccamente decorati. Tra i reperti più riconoscibili vi sono i ritoni, vasi in ceramica dalle forme insolite, spesso dotati di quattro gambe, che svolgevano un ruolo importante nella vita quotidiana e rituale della comunità. Si ipotizza che i ritoni potessero essere legati al consumo di prodotti lattiero-caseari, inclusi formaggio e latte, ma anche a pratiche cerimoniali, offrendo una preziosa visione degli aspetti culturali e spirituali della comunità di Danilo.

La storia del formaggio più antico del mondo
Una delle scoperte più rivoluzionarie legate a Danilo è la prova della produzione di formaggio risalente a oltre 7.000 anni fa. Attraverso l'analisi di frammenti di ceramica rinvenuti nei siti di Danilo e Pokrovnik, è stata identificata una tecnologia alimentare rivoluzionaria. I frammenti di vasi dal caratteristico design poroso venivano utilizzati come colini per separare il siero dalla cagliata, consentendo così la produzione di formaggio. Questa scoperta, confermata da ricerche internazionali, colloca Danilo tra i siti fondamentali per comprendere la storia dell'alimentazione e della civiltà, poiché la produzione di formaggio ha permesso di ottenere prodotti alimentari più durevoli e trasportabili, garantendo stabilità alimentare alle popolazioni dell'epoca.
Municipium Riditarum: una città romana nell'entroterra
Dopo il periodo neolitico, l'area di Danilo fu abitata dai Dalmati, ovvero dalla comunità dei Riditi, da cui la città antica prese il nome. Con l'arrivo dei Romani, negli anni settanta del I secolo, nel luogo dell'odierna Danilo fu fondato il Municipium Riditarum, un'importante città romana nell'entroterra di Sebenico e Scardona. Le ricerche hanno dimostrato che sotto l'attuale cimitero e la chiesa di San Daniele si trovano i resti di un'architettura romana monumentale, tra cui un tempio, il foro (piazza centrale) e le terme (bagni pubblici) con riscaldamento a pavimento. Sono stati rinvenuti anche numerosi monumenti epigrafici in pietra con nomi dalmati, a testimonianza dell'origine autoctona della popolazione e della loro integrazione nel sistema romano.

Ricerche continue e prospettive future
Le ricerche archeologiche a Danilo sono iniziate nel 1951 e proseguono, con brevi interruzioni, ancora oggi. Grazie alle moderne tecnologie, come il georadar e le analisi spettrali tramite droni, oggi è più facile comprendere lo stile di vita nell'antica città romana. Una parte del sito è di proprietà del Museo della città di Sebenico, dove l'architettura del I secolo è stata conservata ed è visitabile. È prevista anche la costruzione di un centro visitatori che servirà a presentare i reperti archeologici e come spazio per attività culturali ed educative, arricchendo ulteriormente l'offerta turistica della regione di Sebenico e promuovendo il ricco patrimonio storico di Danilo.