August 21, 2026

Patrimonio naturale

La fontana davanti alla chiesa della Madonna fuori le mura nasconde un raro fenomeno mondiale: una roccia viva che cresce costantemente, mentre nel centro storico si trova il gelso di Simone, l'albero più antico della città che custodisce storie di tradizioni marinare e sopravvivenza ai bombardamenti bellici

FONTANA DI TRAVERTINO VIVO

Fontana di travertino vivo

Questa fontana è una grande rarità anche su scala mondiale. Negli anni '20, quando l'area dell'ex cimitero davanti alla chiesa della Madonna fuori le mura fu trasformata in parco, un pezzo di travertino proveniente dalle cascate di Scardona fu portato e collocato al centro della fontana; da allora, grazie a complessi processi fisico-chimici e biologici, continua a
crescere. Il travertino, una roccia che si forma per la precipitazione del carbonato di calcio sciolto nell'acqua, veniva spesso utilizzato in questa zona come materiale da costruzione, ma oggi è rigorosamente protetto ed è vietato staccarne dei pezzi. Tuttavia, questo fenomeno naturale del Parco nazionale della Cherca continua a vivere e crescere nel cuore stesso di Sebenico.
Oltre a essere un'attrazione, è anche un indicatore della purezza dell'ambiente, poiché il travertino può crescere solo in condizioni molto specifiche e in acqua non inquinata. Insieme ad alghe e batteri, i muschi acquatici sono di fondamentale importanza per il travertino, e l'aspetto stesso della roccia dipende dalla specie di muschio presente.

Nel tempo, la fontana ha accolto altri inquilini: tartarughe dalle orecchie rosse e gialle (lat. Trachemys scripta) e pesci d'acqua dolce, tra cui spicca il pesce rosso (lat. Carassius auratus). Alcuni di essi erano ex animali domestici che i proprietari non potevano più tenere negli acquari e che, essendo specie invasive, non possono essere rilasciati in
natura. Così, la fontana è diventata una sorta di rifugio per animali.

GELSO DI SIMONE

Gelso di Simone

L'albero di gelso bianco (lat. Morus alba) è considerato il più antico del centro storico di Sebenico. L'età di questo gelso è stimata in 150 anni e la sua circonferenza supera i 300 cm. È conosciuto come il "gelso di Simone" secondo una leggenda che narra che il marinaio Simone, membro della Confraternita di San Nicola composta da marinai e costruttori navali, portò il suo seme dalla lontana Cina e lo piantò accanto alla chiesa di San Nicola come atto di penitenza. Sebbene la storia dell'albero votivo del confratello Simone collochi la piantumazione di questo gelso nel XVII secolo, esso è in realtà l'unico albero sopravvissuto del filare di gelsi dell'ex Piazza della Frutta, distrutta durante il bombardamento alleato del 13 dicembre 1943.

In passato, i gelsi erano l'ombra preferita in tutta la Dalmazia, dove venivano piantati strategicamente come filari nelle piazze e lungo le passeggiate costiere; per questo motivo, questi antichi esemplari sono considerati alberi del patrimonio storico.