Dai costruttori e scienziati rinascimentali agli illustri letterati e dive dell'opera, le loro opere hanno lasciato un segno indelebile nella storia croata ed europea
Scienziati, poliedri e innovatori
"Per secoli, le menti di Sebenico hanno spostato i confini del possibile, lasciando in eredità i primi dizionari, opere botaniche epocali e metodi rivoluzionari che hanno cambiato il mondo."
Fausto Veranzio (1551 - 1617)
Fausto Veranzio è stato un poliedrico, lessicografo e inventore croato, nato in una nobile famiglia di Sebenico nel 1551. Dopo gli studi in Italia e il servizio presso la corte dell'imperatore Rodolfo II a Praga, si dedicò alla carriera ecclesiastica e alla ricerca scientifica. Le sue opere più importanti ottennero fama mondiale già durante la sua vita. Il "Dictionarium" del 1595 è il primo dizionario croato in assoluto, di fondamentale importanza per lo sviluppo della lingua croata, mentre il libro "Nuove macchine" (Machinae novae) presenta 56 diverse costruzioni tecniche. Tra queste spicca l'Uomo volante (Homo volans), il progetto del paracadute per il quale è rimasto celebre. È sepolto nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Prvić Luka, dove oggi sorge un centro commemorativo a lui dedicato.

Roberto de Visiani (1800 - 1878)
Roberto de Visiani è stato un illustre medico e botanico croato, nonché professore di lunga data all'Università di Padova. Nato a Sebenico il 9 aprile 1800, dopo aver completato gli studi di medicina a Padova, prestò servizio come medico a Cattaro, Dernis e Budua, sfruttando quel tempo per studiare la flora locale. La sua opera principale, la *Flora Dalmatica*, pubblicata in tre volumi con supplementi, rappresenta la più completa monografia sulla flora croata, con oltre 2700 specie censite. Da solo o in collaborazione, ha descritto circa 80 nuove specie vegetali, molte delle quali portano il suo nome. Per sua espressa volontà, le sue spoglie sono state traslate da Padova e sepolte nel cimitero di Sant'Anna a Sebenico.

Petar Guberina (1913 - 2005)
Petar Guberina è stato un illustre linguista e fonetista croato, membro ordinario dell'Accademia croata delle scienze e delle arti (HAZU), il cui lavoro ha lasciato un segno indelebile nella scienza mondiale. Nato il 22 maggio 1913 in una famiglia di contadini nel quartiere Doc di Sebenico, vi ha completato il liceo classico prima di proseguire gli studi a Zagabria e alla Sorbona di Parigi. È ricordato soprattutto per il sistema universale di ascolto e per il metodo verbotonale di riabilitazione dell'udito e del linguaggio, diffusosi in tutti i continenti. Ha fondato l'Istituto di Fonetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Zagabria e il Policlinico SUVAG, per le cui esigenze ha sviluppato un dispositivo specifico noto come apparecchio SUVAG.

Maestri di parole, musica e arte
"Dai primi versi stampati e dai mottetti rinascimentali fino ai palcoscenici operistici di Milano e Verona, il talento di Sebenico ha risuonato ben oltre le mura della città."
Juraj Šižgorić (circa 1445 - 1509)
Juraj Šižgorić è stato un poeta e storico umanista croato, noto come autore del più antico incunabolo poetico croato. Nato a Sebenico intorno al 1445 da una nobile famiglia, dopo aver studiato legge a Padova tornò nella sua città natale, dove operò come sacerdote e vicario generale. La sua opera più celebre, la raccolta *Tre libri di elegie e liriche* (Elegiarum et carminum libri tres), fu stampata nel 1477 a Venezia. Nei suoi versi, attingendo all'eredità classica, trattò temi legati alla natura e agli attacchi ottomani, dedicando particolare attenzione a Sebenico. Oggi la Biblioteca civica di Sebenico porta il suo nome.

Ivan Marko Lukačić (1587 - 1648)
Ivan Marko Lukačić è stato un compositore e organista croato, considerato il musicista croato più importante della sua epoca. Battezzato a Sebenico nel 1587, entrò nell'ordine dei frati minori conventuali e completò la sua formazione musicale e teologica in Italia. Operò nella sua città natale e a Spalato, dove per quasi trent'anni ricoprì la carica di guardiano del convento di San Francesco e di direttore musicale della cattedrale. Ha lasciato in eredità la raccolta di mottetti *Canti sacri* (Sacrae cantiones), stampata nel 1620 a Venezia. La sua introduzione dello stile monodico del primo barocco ha segnato un passo fondamentale nella storia della musica croata.

Niccolò Tommaseo (1802 - 1874)
Niccolò Tommaseo è stato uno scrittore, linguista e politico italiano, figura centrale della vita letteraria dalmata del XIX secolo. Nato a Sebenico il 9 ottobre 1802 in una famiglia di commercianti, la sua casa natale si trova di fronte alla chiesa di San Francesco. Sebbene abbia completato gli studi di giurisprudenza a Padova e abbia vissuto prevalentemente in Italia, visitò più volte la sua terra d'origine e scrisse anche in lingua croata, tra cui la sua opera più celebre, *Iskrice* (Scintille, 1844). In politica sostenne l'autonomia della Dalmazia e l'uguaglianza tra italiani e slavi, dedicandosi per tutta la vita alla lessicografia e pubblicando fondamentali dizionari della lingua italiana.
Giulio Schiavetti (1520/30 - data ignota)
Giulio Schiavetti è stato un compositore croato, generalmente considerato il più importante compositore croato del Rinascimento. Si presume sia nato a Sebenico tra il 1520 e il 1530. Durante gli anni '60 del XVI secolo fu al servizio del vescovo di Sebenico, Girolamo Savorgnan, al cui seguito partecipò anche al Concilio di Trento. Musicista versatile, compose con pari maestria musica sacra e profana; ad oggi sono note 47 sue opere. Tutti i suoi lavori furono stampati a Venezia tra il 1562 e il 1564, e il suo eccelso mottetto *Pater noster* testimonia la sua straordinaria abilità nello stile polifonico.
Ester Mazzoleni (1883 - 1982)
Ester Mazzoleni è stata uno dei più grandi soprani drammatici italiani, protagonista della riscoperta del primo belcanto italiano e dell'opera di Giuseppe Verdi. Nata a Sebenico il 12 marzo 1883, si esibì giovanissima nel teatro cittadino, di cui suo zio Francesco Mazzoleni fu un grande mecenate. All'inizio del 1906 si trasferì a Milano per studiare pittura, ma un incontro fortuito le aprì la strada verso una carriera operistica. Ottenne grandi trionfi alla Scala sotto la direzione di Arturo Toscanini e rimarrà nella storia dell'opera come la protagonista dell'Aida che, nel 1913, inaugurò la stagione lirica all'Arena di Verona.
Costruttori, visionari e diplomatici
"Dalle teste scolpite sulla cattedrale agli organi che suonano ancora oggi, i costruttori di Sebenico hanno lasciato opere che sopravvivono ai secoli"
Giorgio di Matteo (inizio XV secolo - 1473)
Giorgio da Sebenico è stato uno scultore e architetto, fondatore della scuola di architettura di Sebenico e uno dei più grandi maestri del primo Rinascimento europeo. Sebbene nato a Zara, la sua vita è indissolubilmente legata a Sebenico, dove si trasferì nel 1441 dopo aver firmato il contratto come capomastro della cattedrale di San Giacomo. Il suo lavoro sulla cattedrale è caratterizzato da un'innovativa tecnica di costruzione prefabbricata, ed è particolarmente celebre la serie di 71 teste umane scolpite sul lato esterno dell'abside. A Sebenico operò anche come consulente per la costruzione delle mura cittadine e della Grande Cisterna.

San Nicola Tavelić (ca. 1340 - 1391)
San Nicola Tavelić è stato un frate francescano e missionario, importante per essere il primo croato venerato come santo da tutta la Chiesa cattolica. Nato in una nobile famiglia di Sebenico intorno al 1340, entrò nell'ordine francescano nella sua città natale. Dopo dodici anni di attività in Bosnia, si recò in Terra Santa, dove a Gerusalemme si prese cura di malati, poveri e pellegrini. Il suo zelo missionario lo portò nel 1391 alla Moschea di Omar, dove predicò pubblicamente la dottrina cristiana, subendo per questo il martirio. Papa Paolo VI lo ha canonizzato nel 1970.

Antun Vrančić (1504 - 1573)
Antun Vrančić è stato un prelato, diplomatico, scrittore e umanista croato, annoverato tra le figure più eminenti della storia croata del XVI secolo. Nato in una nota famiglia di Sebenico il 29 maggio 1504, in gioventù si recò a studiare in Ungheria, Padova, Vienna e Cracovia. Svolse missioni diplomatiche presso le principali potenze europee e per anni fu negoziatore a Costantinopoli con il sultano Solimano. Intrattenne una fitta corrispondenza con illustri umanisti europei e, nella gerarchia ecclesiastica, raggiunse le cariche di arcivescovo di Strigonia e primate d'Ungheria.

Petar Nakić (1694 - ca. 1769)
Petar Nakić è stato il principale costruttore di organi della Repubblica di Venezia e uno dei più importanti esponenti del tardo barocco e del primo classicismo croato. Nato nei dintorni di Sebenico nel 1694, completò il suo apprendistato organaro a Venezia, dove fondò una scuola unica nel suo genere per la costruzione di organi. Con i membri della sua bottega realizzò centinaia di strumenti in tutto il nord Italia e in Dalmazia. Perfezionò la tecnica costruttiva e ideò il registro *tiratutti*, ancora oggi in uso. La sua opera più celebre in Croazia è l'organo della chiesa di San Francesco a Sebenico, risalente al 1762.
Martin Kolunić Rota (circa 1532 - 1582 o 1583)
Martin Kolunić Rota è stato un illustre incisore e cartografo croato, annoverato tra i più grandi incisori dell'Alto Rinascimento europeo. Nato a Sebenico intorno al 1532, ha operato a Roma, Venezia, Praga e Vienna, dove fu ritrattista di corte degli imperatori Massimiliano II e Rodolfo II. Si guadagnò una solida reputazione realizzando incisioni basate sulle opere di celebri contemporanei come Michelangelo e Tiziano. Per il contesto croato, la sua attività cartografica del 1570 riveste un'importanza particolare, e la sua veduta di Sebenico è considerata una delle rappresentazioni più fedeli di una città croata nel XVI secolo.


